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Un atleta di Nuoro sul tetto d'Italia..... di Angelo Carrus PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Usala   
Mercoledì 01 Aprile 2009 18:23

Un atleta di Nuoro sul tetto d'Italia. Il record di Corona nell'alto in gennaio del 1924 a Cagliari....di Angelo Carrus (tratto dall'annuario 1993 del C.R. sardo).

 

L'impresa è unica nel suo genere ed è forse, destinata a restare tale. Un solo atleta sardo, Graziano Corona, è riuscito finora a stabilire un Record Italiano in una località dell'Isola. L'evento "storico" (l'aggettivo tanto ci sta tutto) porta la data del 13 gennaio 1924, settant'anni giusti tra un mese circa(n.d.r. l'articolo è datato dicembre 1993). La località è Cagliari, il campo (si fa per dire) un ampio spiazzo nella parte centrale della via Lanusei dove, agli inizi del secolo,ha trovato ospitalità l'Arborea subentrata all'Amsicora , che si era trasferita nello "stadium" di viale Bonaria.

Graziano Corona, dunque. Chi era costui? un nuorese di nascita trapiantato a Cagliari negli anni della prima guerra mondiale quando suo padre Raimondo, impiegato statale, aveva cambiato residenza per motivi d'ufficio. E proprio il suo genitore l'aveva portato all'Arborea dove aveva iniziato l'attività agonistica dal momento che a Nuoro aveva dovuto limitarsi ad esercitarsi , da studente, nei normali esercizi di educazione fisica.

Nella città che l'aveva adottato Graziano Corona aveva avuto l'impatto con l'atletica partecipando, appena quattordicenne, alla prima edizione del giro di Cagliari di corsa. Più tardi la specializzazione nel salto in alto grazie alla pedana allestita nel campo di via Lanusei (oggi l'area è occupata da un'officina meccanica) in prossimità del muro di cinta della Manifattura Tabacchi. terreno calcareo, fossa di caduta colma di un misto di terra e sabbia.

Graziano Corona era dotato di un buon fisico e di una notevole agilità. valicare l'asticella a 1.60 in allenamento era diventato presto un esercizio facile per lui tanto da farsi convincere da amici e dirigenti a lasciar perdere le corse per dedicarsi al salto in alto. in due anni passava da 1.60 a 1.72 portandosi all'apice della sopecialità e conseguentemente primatista sardo sia pure ufficioso in quanto non esisteva allora una tabella dei primatiregionali.

A quel punto Corona ed i suoi "assistenti" ritenevano maturi i tempi per attaccare il Record Italiano che Ettore Ulcich , romano, aveva fissato a 1,805 nel 1922. Il tempo di curare una preparazione adeguata, il lavoro di potenziamento Corona lo sosteneva sulla spiaggua del Poetto, ed ecco la richiesta rivolta alla FISA di poter effettuare il tentativo domenica 13 gennaio 1924. Richiesta accolta, con la raccomandazione all'Arborea di predisporre la pedana nel pieno rispetto delle norme federali.

Così Corona, in una mattinata di sole freddina anzichè no, si cimentava nella storica impresa, ampiamente pubblicizzata dai quotidiani locali dell'epoca che erano ben quattro. Un paio di centinaia gli spettatori presenti, con larga rappresentanza femminile. la giuria all'uopo convocata era presieduta da Francesco Loi, Ufficiale dell'esercito, due volte medaglia d'oro nella ginnastica, ai Giochi Olimpici di Parigi ed Anversa. Misuratore ufficiale l'Ing. Manfredo Manfredi che più tardi sarebbe stato nominato Presidente provinciale della Fidal.

Dopo il riscaldamento i primi due tentativi, entrambi andati a buon fine, a 1.60 e 1.65.E da quest'ultima misura subito il record con l'asticella portata, su richiesta di Corona, a 1.83. E perchè l'interessato ne traesse ulteriore stimolo i suoi dirigenti avevano pensato di piazzare al centro dell'asticella stessa un fazzoletto tricolore. alla prima prova corona falliva di un'inezia, in quella successiva valicava il regolo abbastanza agevolmente per l'esultanza dei presenti. Seguiva la misurazione, particolarmente meticolosa, che consentiva di stabilire che Corona aveva saltato 1.835.

Restava l'ultimo ostacolo, quello dell'omologazione. E qui sarà iul caso di precisare che Corona adottava lo stile Osborne che prendeva il nome dell'atleta americano che alle Olimpiadi di Parigi nel 1924 sarebbe andato molto vicino ai 2 metri. Consisteva l'Osborne, in un cavalcamento dorsale; i piedi dovevano superare l'asticella prima delle altre parti del corpo. e qui cascava l'asino, perchè Corona eseguiva il salto in modo tale che era la testa ad anticipare tutto il resto, dando luogo al cosiddetto "salto a pesce". Un metodo certo non ortodosso, variamente giudicato anche se più tardi era stato ammesso dalla Federazione Internazionale. Era in sostanza, una sorta di Fosbury dei giorni nostri eseguito alla rovescia.

Che qualche perplessità il salto "tricolore"  di Corona avesse suscitato nei dirigenti federali è dimostrato dal comunicato della FISA che recitava:" la FISA ha preso visione del verbale ma ha lasciato in sospeso l'omologazione del primato in attesa di ulteriori documenti dimostrativi".Un'omologazione che doveva avvenire quasi due mesi dopo , in contemporanea con la convocazione di Corona per la preolimpica di Milano, dove il neo primatista rimediava un assai più modesto 1.70, preceduto dal campione italiano in carica Pagani.

Sul conto di Graziano Corona sembra opportuno aggiungere che il miglior risultato dopo l'1.835 di via Lanusei era stato 1.76, che il primato venne ritoccato dal bolognese Palmieri salito a 1.843 nel 1926, che da fermo saltava 1.67;  che era stato una sola volta campione sardo e per di più a pari merito con l'Amsicorino Riva (1.64 la misura realizzata nel 1927). La carriera di Corona andò avanti, in tono decisamente minore, fino al 1930 anno in cui il saltatore nuorese si trasferì per motivi di lavoro a Palermo dove doveva concludere la sua vicenda terrena nel 1931 , a soli ventisei anni, stroncato da un male (allora ) pressochè incurabile.

In questi settant'anni nessun altro atleta sardo è stato in grado di approdare ad un record italiano in territotrio isolano. Valentina Uccheddu ci è andata molto vicino. l'atleta oristanese è ancora in tempo per emulare Graziano Corona, eroe per un giorno sulla ribalta anonima di via Lanusei.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Novembre 2009 06:01